Facebook bufala sul ministero degli Interni e i profili di Facebook

Facebook bufala sul ministero degli Interni e i profili di Facebook

Facebook #bufala

Fabio Chiusi, giornalista freelance e blogger ci spiega la bufala che gira su Facebook:

Grazie al fantomatico scopritore dei «segreti della Casta», il mai abbastanza deriso SpiderTruman, gira da un paio di giorni in Rete – con diffusione su decine di siti di «controinformazione» – la ‘notizia’ che

Senza dirlo a nessuno il ministero degli Interni italiano ha ottenuto dai vertici di Facebook le chiavi per entrare nei profili degli utenti anche senza mandato della magistratura. Una violazione della privacy che farà molto discutere.

Scorrendo il pezzo, tuttavia, mi è immediatamente venuto in mente di avere già letto qualcosa di simile. E infatti, una breve ricerca mi ha fatto reperire il pezzo originale, di Giorgio Florian per l’Espresso. Che, a parte il cappello, è del tutto identico. Tranne la data: 28 ottobre 2010.

Insomma, quello di SpiderTruman (e di tutti quelli che l’hanno citato senza verificare) è l’ennesimo servizio di disinformazione – per rendersene conto, bastava leggere che nel pezzo il vicesindaco di Milano è ancora Riccardo De Corato, e non l’attuale, cioè Maria Grazia Guida – ottenuto tramite il copia e incolla di un lavoro giornalistico. Per inciso, la Polizia Postale ha anche risposto all’autore dell’articolo, a cui ha fatto seguito la contro-replica dell’Espresso. Cosa che naturalmente il nostro ‘disvelatore di segreti’ è stato costretto a omettere.

Sarei tentato di infierire sul mito del cittadino informato in Rete e dell’informazione dal basso per l’ennesima volta. Ma mi astengo. Dopotutto, è grazie alla segnalazione di un’amica in Rete (grazie, Marianna) che ne sono venuto a conoscenza.

Solo una nota di passaggio: la disinformazione più dura a morire sembra proprio quella dedicata alle ‘cose’ di Rete. Che sia perché sono tra quelle di cui i media ‘tradizionali’ parlano meno e peggio?

Dal blog “il Nichilista” di Fabio Chiusi.

#linkshttp://ilnichilista.com/2012/10/16/la-disinformazione-di-spidertruman-sugli-spioni-su-facebook/

Come collabora Facebook con la polizia?

Un blog del settimanale Boston Phoenix riporta una storia che mostra cosa succede quando le autorità giudiziarie o di polizia chiedono a Facebook i dati di un utente sotto indagine. Il caso è quello di Philip Markoff, un giovane studente di medicina dell’università di Boston accusato di aver ucciso il 14 aprile 2009 la 25enne Julissa Brisman.

La polizia nelle indagini ha chiesto a Facebook di passarle tutti i dati relativi all’account di Markoff: tecnicamente questa operazione si chiama subpoena, vale a dire l’ordine ad un ente o ad una società di produrre oggetti o documenti riguardo persone incriminate dalla polizia.

Finora non erano mai stati pubblicati documenti in versione integrale. Secondo alcuni, la diffusione dei dati dei social network negli Stati Uniti sarebbe protetta dal cosiddetto Stored Communications Actuna leggedel 1986.

I fogli che il social network ha consegnato alle autorità durante le indagini sul caso americano sono qui riportati:

#docs:

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