Alex Zanardi ed Eric

Alex Zanardi, l’ultima impresa

Un campione infinito che non smette mai di stupire. Stavolta Alex Zanardi non vince nessun oro olimpico ma conquista una medaglia ancora più preziosa confermandosi uomo vero. Alex ha dato una gioia immensa a Eric Fontanari, ragazzo 17enne rimasto tetraplegico dopo un incidente domestico che voleva partecipare a tutti costi alla maratona: hanno deciso di provare l’impresa con una handbike costruita appositamente. E ce l’hanno fatta.

Alex è riuscito a sospingere Eric fino al km 25 quando le difficili condizioni meteorologiche causa pioggia e vento hanno portato i due quasi a desistere visti i problemi fisici di Eric, fino all’intuizione geniale: trascinarlo fino al traguardo.

E’ stata un’avventura pazzesca. Eric ha iniziato a patire il freddo con degli spasmi muscolari e non riusciva più a tenere la sua handbike che piegava tutta a sinistra. A quel punto ho capito che era troppo rischioso arrivare in queste condizioni a Venezia per cui, memore dell’esperienza dello scorso anno con Canali, ho deciso di sganciare la ruota anteriore di Eric e agganciare il suo mezzo al mio con una corda trovata per caso sul percorso spuntata da un bidone della spazzatura. Abbiamo smontato la ruota anteriore della carrozzina di Eric, l’ho legato dietro a me e siamo ripartiti. Sembravamo l’A-Team.
Il bello doveva ancora venire perchè qualche chilometro dopo mi si rompeva la guaina del cambio e tutto ciò mi ha costretto ad utilizzare un rapporto durissimo e fare una fatica incredibile. Poi, miracolosamente, ho trovato un nastro e ho ‘steccato’ la guaina rotta attorno al freno. In questo modo sono riuscito a cambiare di nuovo e rendere quindi più facile la mia pedalata.
Inoltre, ero troppo incitato da Eric che dietro di me urlava ‘vai trattore che ce la facciamo, arriviamo al traguardo!’. Iniziavano così i 13 ponti di Venezia dove facevo fatica a tenere l’handbike perché la ruota anteriore slittava, visto che tutto il peso era sbilanciato all’indietro. Avevamo il pubblico e i volontari ad aiutarci, sapevamo che il traguardo era vicino e non potevamo mollare. Dopo l’ultimo ponte mi sono fermato per attendere l’accompagnatore in bicicletta che avrebbe dovuto portarmi la ruota anteriore dell’handbike di Eric, perché volevo fosse lui a transitare per primo sul traguardo.
Purtroppo, l’accompagnatore non è mai arrivato e così ho deciso di trainare Eric fino a 1 centimetro dall’arrivo, sono sceso dalla mia handbike e, come già fatto lo scorso anno con Francesco, ho fatto in modo che fosse il suo corpo a transitare per primo sotto la linea di arrivo. E’ stata durissima ma anche stavolta un’emozione incredibile: non potevo arrendermi, perché Eric ci ha creduto dal primo all’ultimo metro.
Alex Zanardi

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